Legge 248/2006 (decreto Bersani), art. 2
Ha eliminato il divieto di pubblicità per le professioni sanitarie. Si possono comunicare titoli e specializzazioni, caratteristiche del servizio offerto e onorari, purché l'informazione sia trasparente e veritiera.
Legge 145/2018, art. 1, comma 525
È la norma che cambia tutto per la medicina estetica. Le comunicazioni informative sanitarie possono contenere solo le informazioni previste dalla legge 248/2006, funzionali alla sicurezza dei trattamenti, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo. La violazione è segnalata all'Ordine e, per le strutture, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
- Niente sconti, promozioni, offerte a tempo, pacchetti "in regalo"
- Niente promesse di risultato o frasi come "ringiovanisci di dieci anni"
- Niente confronti con altri medici o strutture
- Niente immagini o testi che fanno leva sull'insicurezza del paziente
Codice di deontologia medica, artt. 55, 56 e 57
L'informazione sanitaria deve essere veritiera, corretta, obiettiva, non ingannevole e non comparativa. Il medico è responsabile di quanto pubblicato sul proprio sito, anche se lo ha scritto un'agenzia. Le linee guida FNOMCeO in applicazione di questi articoli sono il riferimento con cui rileggiamo ogni testo.
La qualifica corretta
La medicina estetica non è una specializzazione riconosciuta. Sul sito il titolo corretto è "Medico chirurgo" seguito dalle eventuali specializzazioni possedute e dai master o corsi in medicina estetica, indicati come tali. Scrivere "specialista in medicina estetica" senza un titolo corrispondente è una dichiarazione ingannevole.
Dati obbligatori sul sito
Nome e cognome, titolo, Ordine di iscrizione e numero, indirizzo dello studio. Per uno studio con più professionisti o per un ambulatorio anche il direttore sanitario e gli estremi dell'autorizzazione. In molti Ordini il sito va comunicato prima della pubblicazione: verifica con il tuo e, se serve, prepariamo noi la documentazione.
Foto prima e dopo, recensioni e testimonianze
Le immagini prima/dopo non sono vietate in assoluto ma sono il terreno più scivoloso: devono avere il consenso scritto del paziente, non devono essere ritoccate e non possono essere usate come leva suggestiva. Diversi Ordini le sconsigliano. Le recensioni dei pazienti sono ammesse se autentiche e non promozionali. Ti diciamo pagina per pagina cosa pubblicare.
GDPR e dati sulla salute (art. 9)
Quando un paziente scrive dal sito descrivendo un problema, sta comunicando un dato sulla salute. Serve un'informativa dedicata, un consenso esplicito separato e un canale sicuro. Vale anche per WhatsApp: il pulsante sul sito è comodo, ma va accompagnato da un'avvertenza chiara.
Quanto sopra è una sintesi operativa, non un parere legale. Le regole degli Ordini provinciali possono aggiungere obblighi specifici: prima della messa online controlliamo insieme quelle del tuo.